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La dipendenza è normale o patologica?

 


dipendenza

Oggigiorno la parola DIPENDENZA viene perlopiù associata a qualcosa di negativo, come se fosse un difetto, o un handicap, quasi fosse una condizione che toglie “dignità” alla persona, e quindi una “vergogna” da superare, da nascondere, da contrastare.
Una parola, dipendenza, spesso associata ad altre problematiche negative, come droga, alcol.
Al limite viene tollerata come fase temporanea, purchè non ci sia “esagerazione”.
Eppure, non possiamo dimenticare che, da un lato, è una caratteristica dell’essere umano quella di nascere in una condizione di totale dipendenza dall’altro (la mamma), e restare comunque dipendenti gli uni dagli altri anche crescendo! Sarebbe un guaio se il fornaio smettesse di fare il pane, se non ci fosse più chi realizza i vestiti, chi coltiva il grano, chi lo lavora, ecc.
Inoltre, tutti abbiamo bisogno di approvazione, riconoscimento, comprensione, empatia… per regolarci nel rapporto con gli altri, per la nostra valutazione di sè.
Ecco quindi che potremmo introdurre la distinzione tra dipendenza “positiva” e “dipendenza negativa”.
Una dipendenza negativa non ci aiuta a crescere, una positiva sì.

La nostra società ha però enfatizzato il bisogno individuale di essere autonomi, indipendenti, di superare limiti e ansie che accompagnano l’intera vita.
Alcune persone, nel tentativo di raggiungere questo bisogno di “successo”, diventano dipendenti in modo problematico, perdono la capacità di interagire dinamicamente con la realtà.
Questa “dipendenza” si traduce in comportamenti che, benchè creino disagio alla persona, la stessa sembra incapace di porvi un freno.

E tu?Che rapporto hai con la dipendenza?Lascia un commento!

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