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L’ansia può anche essere un’amica?

 

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Foto: Nemesis, scultura di Lino Minneci di Villareale

 

I disturbi d’ansia sono molto diffusi e all’origine di numerosi disagi e malesseri. Si calcola che circa il 25% della popolazione ne soffra.

Cosa succede durante un attacco d’ansia?

Durante una crisi d’ansia, il nostro corpo ha delle reazioni particolari, tra cui possiamo trovare: aumento della sudorazione, aumento della tensione generale, rossore, battito cardiaco accelerato, respiro più affannoso, difficoltà a dormire, difficoltà a digerire…ecc.

Non sempre l’ansia è un problema da curare. Nelle forme più “soft” e occasionali, può essere anche una valida alleata nel vivere quotidiano e nel migliorare il nostro adattamento progettuale.

Nei casi più “strong”, invece, quando l’ansia arriva a condizionare pesantemente la nostra vita, limitandoci nel vivere quotidiano (ad esempio, quando dormire diventa un problema tutte le notti, quando la concentrazione diventa difficile, ecc), allora in questo caso è necessario l’intervento dello specialista.

Chi ne soffre fatica a credere che l’ansia possa causare tutta una serie di alterazioni al proprio equilibrio psico-fisico e spesso le persone reagiscono cercando di “tamponare” il problema con farmaci, palestra, o con una ricerca assillante della causa che deve essere assolutamente fisica. Sappiamo che sono palliativi.

Curiosi di conoscere l’ansia?

Storicamente, l’ansia fu fondamentale per la nascita della psicoanalisi.

Già Sigmund Freud, infatti, padre di tutte le scienze psicologiche, aveva studiato l’ansia tra la fine dell’’800 e gli inizi del ‘900, definendola come un “diffuso senso di inquietudine o paura”.
Sempre Freud distingueva due tipi di ansia: l’ansia che nasce da desideri o pensieri nascosti dentro noi, o l’angoscia che nasce da una sensazione di mancanza con reazioni somatiche forti, che oggi chiamiamo panico.

Potremmo quindi dire che l’ansia segnala che qualcosa non va, anche se non sappiamo definirlo.
Tra le situazioni più frequenti e note, possiamo sentire “ansia di prestazione”, come preoccupazione e timore di non essere all’altezza dello standard di comportamento che ci aspettiamo da noi; oppure l’”ansia di separazione” come paura/angoscia di essere abbandonati; oppure l’”ansia di perdere la stima, l’approvazione, l’amore delle persone importanti.”

Anche i bambini possono soffrire di ansia e frequente è l’”ansia di separazione”. In parole semplici, che andrebbero comunque approfondite, possiamo dire, ad esempio, che i bambini che ne soffrono temono, quando iniziano ad andare a scuola, che se lasciano i genitori potrebbero non ritrovarli più.
Rispetto alle possibili origini biologiche dell’ansia, gli studi non hanno dimostrato nulla di deterministico che effettivamente provochi ansia o panico. Invece sono note le variabili psicologiche che influiscono sulle crisi di ansia e panico.

Spesso l’ansia è determinata da differenti tematiche, e non è sufficiente riconoscerla per poterla gestire.

Cosa fare quando l’ansia ci mette in crisi?

Il modo migliore di occuparsi della propria ansia e superare il problema è di rivolgersi sia al medico che allo psicologo, per una doppia valutazione e se necessario, un doppio intervento.
Ancora oggi accade ad esempio, che problemi non riconosciuti alle coronarie vengano “curati” con ansiolitici, o problemi non riconosciuti nella gestione delle proprie emozioni vengano gestiti con tranquillanti.
In entrambi i casi, il malessere continuerà ad essere presente col rischio di causare una non-vita.

Riprendendo un vecchio proverbio, a proposito di ansie e paure, diremmo che “se le conosci non ti uccidono”, e possono persino rivelarsi utili.
Ma, ricordiamocelo, conoscere il problema-ansia è il 5% rispetto al poterlo risolvere.
Nei casi più leggeri per “domare” l’ansia sarà importante concentrarsi sulla propria respirazione, oppure fare yoga per imparare a canalizzare le proprie energie, o danza/sport per dare sfogo alle proprie tensioni. Conoscersi meglio, attraverso un percorso di psicoterapia, può essere certo molto utile.

In presenza di eccesso d’ansia, la palestra e lo yoga non bastano. La nostra realizzazione individuale viene ostacolata, per cui diventa necessario farci aiutare. In questo modo potremo superare l’impasse, potremo sentirci arricchiti di energie, desideri, valori, potenzialità ancora inespresse.

Superare gli eccessi d’ansia è possibile, ma occorre che troviamo il coraggio di farci aiutare, lo ricordo, seguendo un percorso sia medico che psicoterapeutico.
Scopriremo allora che il problema-ansia può diventare una risorsa, un campanello d’allarme che ci ha invitato a esprimere meglio le nostre potenzialità.

Tu hai provato una crisi di ansia? Come la descriveresti e come hai reagito?

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