Libertà vo cercando ch’è sì cara. Leggere e scrivere in carcere

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Libertà vo cercando ch’è sì cara

Leggere e scrivere in carcere

a cura di Barbara Rossi
prefazione Duccio Demetrio
ed. La vita Felice, 2013

Una testimonianza di quanto il lavoro di gruppo promuova
aperture creative e fertilità di pensiero.

Il tema di questo incontro nasce da alcune riflessioni dello staff di Leggere Libera-mente a partire dal concorso letterario dell’anno 2010, proposto dall’Associazione San Vincenzo de Paoli, e andato quasi deserto tra i corsisti (nonostante i premi in denaro, che potevano essere ambitissimi, soprattutto da chi non lavora) e pensando al numero congruo di persone che avrebbero potuto parteciparvi e che non sapevano cosa dire su questo tema, senza essere banali, scontati, ecc.
Persone che scrivono di tutto, dal tempo, alle scarpe, alle piastrelle, ai vestiti, al proprio passato, alla famiglia… ma che sono in difficoltà su un tema che parla della meta più ambita (e forse temuta?) da chi è detenuto: la libertà.

Abbiamo ritenuto opportuno allora dedicare un po’ di tempo ai pensieri sulla libertà, tanto desiderata e così difficile da tradurre in parole. Quasi un argomento tabù! E forse, non solo per chi è ristretto!

D’altra parte, G. ci confida che è pentito di non aver commesso alcuna infrazione nell’ultimo periodo: l’avesse fatto, non avrebbe usufruito dello sconto di 45 giorni di liberazione anticipata, posticipando così l’uscita. Uscire a primavera inoltrata “porta meglio” che uscire in inverno.

B. uscito in permesso dopo 20 anni, accompagnato, si sente disorientato di fronte ai rumori di una città che gli sembra di non riconoscere più, e la sera non vorrebbe addormentarsi, per timore di svegliarsi pensando di aver solo sognato.

Anche G. ammette: «Io sono libero, ma sono pieno di ossessioni, non sento niente, non mi godo niente… sono sempre angosciato… sembra che abbia paura di vivere».

E F. ricorda: “ci sono persone che le sbarre le hanno in testa”, o un V. che dice: “non credevo ci fossero così tante persone autodetenute!”

L’incontro con la libertà solleva domande importanti, che riguardano ciascuno di noi.

Il libro testimonia un lavoro corale, contenendo scritti dei corsisti detenuti, di alcuni ex-detenuti, operatori, agenti di polizia, amici e collaboratori.
Una testimonianza ulteriore di quanto il lavoro di gruppo promuova aperture e fertilità.