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Qual’è il vantaggio di conoscere e approfondire le emozioni?

 

La nostra società globalizzata tende a uniformare le persone, ovvero a “normalizzarle”, “omogeneizzarle”, riducendo le differenze.
Questo fenomeno coinvolge abitudini, desideri, emozioni… basta viaggiare per trovare gli stessi prodotti ovunque, mentre le tipicità locali sono sempre più difficili da reperire, quasi fossero divenuti prodotti d’élite, delle rarità. Come se tutti, in tutto il mondo, dovessimo e potessimo desiderare le stesse cose.
Basti pensare che ci sono farmaci per “combattere” molte emozioni (la tristezza, l’eccessiva euforia, l’ansia, la solitudine…). Il vantaggio, “apparente”, è di aiutare le persone a stare meglio con poca fatica, a basso costo.
Difficilmente ci occupiamo delle conseguenze.
Quindi contrastare le emozioni è una condizione della società moderna.
È anche la tesi di Massimo Recalcati, che attribuisce la causa del dilagare degli attacchi di panico a un problema sociale di disconnessione coi propri desideri autentici, sostituiti e scambiati con “desideri” materiali (vedasi anche il suo lavoro editoriale “Ritratti del desiderio”).
È anche quanto afferma Cecco Zalone, implicitamente, in un celebre film, Sole a catinelle (Checco Zalone, 2013).
Il figlio di Checco è visto come “normale” all’inizio del film, quando parla di tristezza, di mancanza, di malessere, di un padre assente e poco congruo, che promette e non mantiene quanto dice; viene visto come “disturbato”, quasi delirante, da far valutare allo psicologo e da curare quando torna a scuola felice, raccontando di una splendida avventura, surreale a cui le insegnanti non danno credito.
Verrebbe da chiedersi: anche le emozioni sono un prodotto d’élite, una rarità, un’inutile perdita di tempo, un optional per soli intenditori?
C’è infatti chi pensa e teorizza che le emozioni disturbano, fanno soffrire, e che se riesci a non sentire eviti brutte figure come piangere in pubblico, se eviti di affezionarti a qualcuno eviterai di soffrire quando lo perderai.
Eppure, l’assenza di emozioni è connessa spesso a problemi di salute in senso lato.

Quindi, meglio ascoltare e conoscere le emozioni o meglio zittirle?

Abbiamo provato a chiederlo ad un gruppo di lavoro, che ne testimonia il valore:

Calogero: conoscere le emozioni serve per esprimere la personalità che hai dentro

Boris: le emozioni ci permettono di capire il senso delle cose

Giuseppe: anche per capire il modo di vedere degli altri

Fabio: le emozioni mi consentono di ritornare sulla mia vita, posso cercare di mettere ordine e farne una biografia

Pietro: se le studiamo possiamo conoscerle meglio

Dash: lavorarci ci permette di ricordare emozioni che non avevi pensato, a far ritornare emozioni belle

Elisa: io non potrei vivere senza emozioni! Ogni giorno è un’emozione…inoltre leggerne mi permette di evitare di ripetere gli errori che hanno fatto altri, o di vivere emozioni che altrimenti non potrei provare!

Barbara: per me le emozioni sono quel che fa la differenza tra vivere e …sopravvivere! Inoltre le emozioni ci aiutano a scegliere seguendo la nostra rotta. Certo, può accadere di deragliare, di andar fuori rotta, ma anche questo fa parte della vita. Se ti ascolti, puoi recuperare la bussola…

Fabio: non dimentichiamo la prima grande emozione della nostra vita, quella di venire al mondo. Nessuno ne ha ricordo, ma una traccia dentro di noi deve esserci. E ci sarà un’altra grande emozione quando ce ne andremo da questo mondo, un’emozione che ci spaventa e che possiamo solo immaginare…

Luigi: le emozioni sono come il sale nella vita: senza non c’è sapore, non sa di niente la vita, ma se ce n’è troppo, la vita diventa amara. Le emozioni incontrollabili sono come il troppo sale: fanno danno, rovinano il piatto.

Igant: le vivi ogni giorno, conoscerle ti permette di controllarle, di gestirle. Ci sono persone che controllano, ad esempio la paura e la rabbia, e altre che non riescono. Se affronti questo problema, poi puoi farcela.

Carlo: pensare alle emozioni ti consente un riesame di chi sei.

Armando: lavorare sulle emozioni ti consente di tirar fuori cose che hai dentro e che fai fatica a far uscire. Ti smuove. Inoltre l’emozione è come un pizzicotto, ti fa sentire vivo. Infine, se conosci te stesso, conosci i tuoi limiti ed è più importante che conoscere gli altri

E per te che ci leggi?
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Ti ringraziamo fin d’ora per il tuo contributo.
Le risposte che ci autorizzerete, verranno pubblicate.

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