Regolamentazione sulla Privacy

Disciplina generale del trattamento dei dati personali relativi alla salute e alla vita sessuale: dalla legge n. 675/96, all’attuale decreto legislativo del 30.06.2003 n 196

privacy

In sintesi cosa dobbiamo sapere?
E’ prassi che il professionista sottoponga alla vostra attenzione un modulo che poi vi chiederà di firmare, contenente le informazioni sulla privacy, indicando che si occuperà lui stesso (o chi per lui) di tutelare i dati raccolti nell’esercizio della professione.
Vi dirà anche in che modo li custodirà, a che scopo li raccoglie (ricerca-clinica-valutazione…), cosa se ne farà (li archivia, li usa a scopo di ricerca…) e se necessario, vi chiederà “a chi” potrà comunicare (al medico di base, ai genitori, allo specialista inviante…) e “che cosa”.

La legge n. 675 del 31/12/96, recante il titolo “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali”, rappresenta il primo intervento normativo organico in materia di privacy, tanto da potere essere definita la legge madre sulla privacy.
Il provvedimento legislativo in questione mirava a ridurre al minimo i rischi di danno o di pericolo che i trattamenti dei dati personali avrebbero potuto comportare per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità delle persone.
Onde rafforzare tale tutela la legge 675/96 aveva altresì provveduto all’istituzione di un apposito organo, il “Garante per la protezione dei dati personali”, al quale aveva affidato vari compiti, tutti finalizzati al rispetto delle norme poste a salvaguardia della vita personale e sociale dei cittadini.
Premesso che per “trattamento” debba intendersi:

“ qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l’ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati;“ (vedasi il sito Ordine Psicologi Emilia Romagna)

vige il principio generale secondo il quale il trattamento di dati personali è ammesso solo con il consenso espresso del soggetto interessato (art. 11 l. 675/96).
Tale punto verrà ulteriormente specificato.

In realtà, la legge 675/96, da un lato, prevedeva espressamente dei casi per i quali questa regola generale subisce un’eccezione, e quindi non è necessario il preventivo consenso, quando, per esempio, il trattamento sia “finalizzato unicamente a scopi di ricerca scientifica o di statistica ed è effettuato nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta” ovvero sia “necessario per la salvaguardia della vita o dell’incolumità fisica dell’interessato o di un terzo, nel caso in cui l’interessato non può prestar il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità d’agire o per incapacità di intendere o di volere” (art. 12 l. 675/96); dall’altro lato, individua dei dati “sensibili”, tra cui si annoverano quelli idonei a rilevare lo stato di salute e la vita sessuale della persona, che assoggetta ad un regime particolare (art. 22 l. 675/96). La norma prevedeva, infatti, che le informazioni personali più riservate possano essere utilizzate soltanto dietro consenso scritto dell’interessato (salvo i casi eccezionali sopra descritti) e autorizzazione preventiva dell’Autorità Garante.

L’ultima regolamentazione in ordine di tempo, concernente l’utilizzo dei dati personali, è il decreto legislativo del 30.06.2003 n 196.
DATI PERSONALI di tipo GENERICO (sono ad esempio data e luogo di nascita -residenza, domicilio o recapito -professione -codice fiscale e/o partita I.V.A. -nazionalità -numero di telefono o di fax o indirizzo di posta elettronica).
In base all’art. 23 del D.Lgs.n.196/2003 il trattamento dei dati personali da parte di soggetti privati è ammesso solo con il consenso espresso dell’interessato (e cioè del “cliente-utente”).

Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente, in forma specifica e documentata per iscritto, e se sono state date all’interessato (cliente-committente) – per iscritto ovvero verbalmente – le seguenti informazioni (art. 13 del D.Lgs. 196/2003):

  • sulle finalità (per l’espletamento dell’incarico professionale) e modalità del trattamento cui sono destinati i “dati personali”;
  • sulla necessità del conferimento di tutti quei dati che sono indispensabili per l’assolvimento dell’incarico professionale;
  • circa l’ambito professionale di comunicazione o diffusione dei dati stessi;
  • sui diritti dell’interessato (cliente-utente) circa il trattamento dei suoi dati personali: diritti elencati nell’art. 7 del D.Lgs. 196/2003
  • il nome e l’indirizzo del “responsabile” – ove sia una persona diversa dal libero professionista quale “titolare” dei dati – del trattamento dei dati.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda ai testi legislativi integrali.

Molti sono gli Ordini di Psicologi che pubblicano sul sito la normativa di riferimento, a volte unendo commenti esplicativi.
Dott.ssa Barbara Rossi, psicologa psicoterapeuta